Egle Ciacchi
Muggia - dal 9/8 al 23/8/2008Sala comunale d'Arte G. Negrisin
Piazza della Repubblica 4, Muggia (TS)
Dotata di un immaginario limpido e nel contempo trasgressivo rispetto alle regole compositive della narrazione pittorica, Egle Ciacchi scrive Accerboni - si esprime ricostruendo istintivamente attraverso un inesausto lavoro di analisi e di sintesi la propria personale visione del mondo, in cui l'artista intreccia magicamente, sovrapponendole in trasparenza, diverse esperienze di vita, assemblando e discernendo le stesse a livello personale e universale. Sotto il profilo formale il suo racconto infinito, in origine legato all'espressionismo, ora più vicino all'astrazione, si snoda attraverso contrappunti cromatici realizzati a tecnica mista, carboncino, pastelli e acrilici, intrisi di energia, in cui i centri di forza scandiscono come gangli vitali lo scorrere del tempo e della vita.
Dipinge attratta dall'astrazione e dall'informale, componendo un linguaggio libero e personale ed esprimendo il proprio pensiero attraverso una stesura cromatica e compositiva di grande chiarezza e qualità, capace di selezionare i pieni e i vuoti, i chiaroscuri e gli addensamenti emozionali con equilibrio e con esiti di notevole eleganza. Le sue opere su carta rappresentano il pensiero che si volge al di là del reale di un'artista matura, la quale dipinge da sempre e che dalle forme dell'espressionismo figurativo transitata, per istintiva necessità di sintesi, verso l'astrazione.
Da una traccia figurale che molto spesso allude al rapporto con il prossimo: emergono, declinati sulla carta con incedere lieve ma intenso, pensieri, ricordi, oniriche allusioni e intuizioni, tracce di un passato, che si trasfonde nel presente attraverso un segno felice, e interessanti e originali cesure e contrappunti cromatici. Parametri linguistici - conclude il critico - i quali collocano la pittrice nell'ambito della ricerca artistica contemporanea di qualità, introspettiva e garbatamente sensibile all'esperienza esistenzialista.
Bianca Di Jasio
Sala Comunale d'Arte di piazza Unità d'Italia 4
"geoalchimie" rappresenta una sorta di neologismo inventato da Bianca Di Jasio per indicare la fase più recente della sua produzione artistica, in cui la pittrice riafferma alcuni parametri della sua pittura, volta a sondare istintivamente e a rappresentare attraverso cromatismi preziosi e ricche matericità le energie sconosciute e le tensioni occulte che scorrono sotto la superficie della terra, formando una linfa vitale impercettibile ma possente, come lo spirito e le forze che albergano all'interno del nostro corpo.
Suggestioni tratte e ispirate da un mondo naturale, ancora intatto e allo stadio primordiale, che s'intrecciano a finezze d'ispirazione klimtiana e a una sperimentazione materica, la quale suggerisce al fruitore una gamma di scelte interpretative diverse, declinate attraverso un'originale cifra espressionista.
Si compongono cosí, efficacemente assemblati sovente in dittici e trittici, paesaggi astrali e lunari, magmi intensi e preziosi, gorghi materici e sensuali, in cui trapelano la vitalità mediterranea, l'epidermica sensibilità alle forze silenti e misteriose e la gioiosa immediatezza di un linguaggio evolutosi attraverso un percorso di studio in Arteterapia e soggiorni a Rjo de Janeiro, dove l'artista ha frequentato l'Accademia di Belle Arti e l'atelier del pittore carioca Ricardo Giovanne. (Marianna Accerboni)
Egle Ciacchi
Trieste - dal 21/6 al 10/7/2008Sala espositiva CarpeArtem
Piazzetta Barbacan 1
In un mondo di immagini convulse, dove tutto é cosi rapido da non essere in grado di emozionare, l'artista é là, capace di capovolgere le nostre presupposte conoscenze, di farci riflettere, dove tutto può essere messo in ordine inverso.
La matita, il carbone, il pastello, tecniche grafiche antiche, ci rivelano opportunità inaspettate, un' indagine dentro di noi dove affiorano i nostri ricordi, le nostre pene, ma che l'artista esorcizza in una sorta di luminoso ottimismo.
Egle usa "a sua insaputa" questi strumenti, che le hanno permesso di inoltrarsi in un percorso tortuoso, nei meandri della psiche, un territorio onirico, dove forme organiche sembrano convivere in uno spazio irreale.
Nelle sue opere non possiamo abbandonarci, il confronto, la lettura é impegnativa, dobbiamo essere presenti, stare all'erta, ascoltare la musica che fuoriesce dal suo magistrale tocco di polvere di gesso. (Franco Chersicola)
B. Di Jasio e M. de Angelini
Lubiana - dal 11/9 al 21/9/2007in una mini personale
dall'11 al 21 settembre 2007, ospiti dell'università di Lubiana (Slovenia) gli artisti Bianca Di Jasio e Massimo de Angelini presentano le oro più recenti realizzazioni artistiche in occasione della locale Biennale di Grafica Moderna.
