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POESIA E PITTURA

Penso che la poesia sia autentica se visionaria, altrimenti non è. Poesia è visione occulta dell'esistenza, parte lirica, trasfigurata, onirica, vita sublimata, mistificazione, manipolazione, truffa che la poesia va scoprendo ma, soprattutto, riappacificazione con il vissuto reale. Poesia è cogliere e trasmettere il sentimento allucinato dell'esperienza.
Un grande poeta cileno Gonzalo Rojas l'ha definita così: Quasi tutto è un'altra cosa. Quell'altra cosa sono io. Insomma, più cerchi di te, più ti smarrisci. E' come riflettersi in uno specchio troppo a lungo e a un tratto l'immagine sfoca, si deforma, i contorni sbiadiscono e non ti riconosci più: sembra tutto un'altra cosa.
Nel luogo e nel tempo da cui mi fermo a scrivere o a dipingere si svela il disegno di un destino di cui non ero ancora consapevole.
Affiora una nuova consapevolezza, scopro altre forme liriche di pensiero nel vocabolario e nel simbolismo di una rappresentazione che non vuole esaurirsi dove il mio destino pulsa di vita propria. Come elementi di un puzzle sparsi in ordine confuso nell'universo sensoriale e intellettivo che vanno a convergere nel nucleo magnetizzato, mossi da una mano invisibile.
Nel luogo e nel tempo da cui mi fermo a scrivere o a dipingere le risposte si dipanano senza esitazione. L'enigma scioglie le sue riserve, l'inconscio libera le censure e in quell'attimo di ispirazione sono tutta l'altra cosa!
L'esperienza sensibile è come una bolla di sapone. L'apparente trasparenza è compromessa dalla sua fragile natura, se un'altra verità la sfiora si disintegra. Il contatto è fatalmente rivoluzionario quindi evolutivo. Nulla è più com'era, quasi tutto è un'altra cosa, quell'altra cosa con il tempo diverrà poesia, non prima che si sia esaurita, che sia stata assimilata, sicuramente prima di essere rimossa.

Dove si nasconde la coscienza per non farsi interrogare? Su una muta tela bianca. Dapprima è imperscrutabile bozzolo, poi inquietante crisalide. Quando si manifesta, infine, imprendibile farfalla. Se la tocchi ti macchia l'anima, se la catturi muore.

Bianca Di Jasio

Vetrina d'artista
atelier

Bianca Di Jasio nasce a Trieste il 28 novembre 1966. Formatasi sotto la guida dei maestri Marino Cassetti, Paolo Cervi Kervisher, e Mario Rigoni, dal 2004 è attiva anche nel campo scenografico con maxi tele da palcoscenico per concerti nei teatri: Miela di Trieste, Comunale di Trecate (Novara) e Budrio (Bologna). Nel 2006 ha soggiornato a Rio de Janeiro, frequentando la locale Accademia di Belle Arti e lo studio di Ipanema del pittore carioca Ricardo Giovanne.
Ha esposto in Italia ed all'estero in mostre personali e collettive e gestisce in Trieste un'Atelier espressivo socializzante.
È Presidente dell'Associazione "carpe artem" da lei stessa fondata al fine di promuovere eventi artistici..
"IL PICCOLO", quotidiano della sua città, le ha dedicato recentemente un'intera pagina nella rubrica "Donne Triestine" che evidenzia le qualità e l'instancabile impegno nel suo operare.

sorgente

alcune opere
trittico now
Mostre personali
Mostre collettive